facciatacsoumberto

Coordinamento:
Prof. Roberto SERPIERI
Prof.ssa Maura STRIANO

Staff di progetto:
Prof. Roberto SERPIERI
Prof.ssa Maura STRIANO
Dott.ssa Alessandra PRIORE
Dott.ssa Valentina Paola CESARANO

Comitato scientifico:

Descrizione del Progetto FEDERICO

Il progetto di formazione per nuovi RTDB che qui si presenta intende essere un primo passo per ‘attrezzare’ la Federico II sulla questione della didattica attraverso un lavoro di riflessione e valutazione delle esperienze di formazione che sono rese attuabili non solo dalle competenze dei docenti ma anche dallo stato dell’organizzazione complessiva dell’Ateneo per promuovere l’innovazione della didattica. Questi 8 termini/concetti in grassetto rappresentano quindi l’acronimo del progetto denominato, appunto,
FEDERICO. Formation Experiences Didactics CompetencesEvaluation Organization Reflexivity Innovation

 Come opportunamente rilevato, “nell’arco degli ultimi cinquant’anni l’università si [è] trovata stretta all’interno di un quadro di tensioni contrapposte sia di natura endogena (assenza di una policy per l’Higher Education e per la ricerca, assenza di una seria e responsabile politica di reclutamento, stratificazione normativa, esplosione dell’università di massa, proliferazione dei CdS ecc.), sia di natura esogena (globalizzazione, innovazione tecnologica, internazionalizzazione, costruzione di uno spazio comunitario per la mobilità di studenti e lavoratori e per la Quality Assurance, la riforma della pubblica amministrazione avvenuta sotto il peso della retorica dell’efficienza ecc.) che hanno messo seriamente in crisi l’identità e la mission dell’università […]” (Castagnaro & Campagnaro, 2014, p. 3).

Su questo sfondo di longue durée, nell’ultimo decennio, il sistema universitario è stato investito da un significativo sforzo di innovazione che ha abbracciato tutti le dimensioni e, fra queste, un rinnovato interesse ha riguardato la questione del miglioramento della didattica universitaria, a tutti i livelli (dalla progettazione dei corsi fino alle strategie in aula). Sulla base del modello PDCA (Plan-Do-Check-Act), l’idea è che gli atenei debbano attrezzarsi per una globale riconfigurazione della loro offerta formativa. Tale impegno di innovazione, però, non deve essere semplicemente calato dall’alto ma sorgere dall’interazione di tutte le componenti del sistema, attraverso un monitoraggio costante e la revisione sulla base dei feedback ricevuti.

Due possono considerati gli assi di tale riconfigurazione: da un lato, un più stretto legame fra la didattica erogata e le conoscenze e competenze richieste nel mondo del lavoro; dall’altro, una didattica student-centred. Il quadro è fornito dall’ESG (2015), ossia dagli Standards and Guidelines for Quality Assurance in the European Higher Education. I summenzionati assi sono ben rispecchiati dai seguenti due standard:

  1. “Institutions should have processes for the design and approval of their programmes. The programmes should be designed so that they meet the objectives set for them, including the intended learning outcomes. The qualification resulting from a programme should be clearly specified and communicated, and refer to the correct level of the national qualifications framework for higher education and, consequently, to the Framework for Qualifications of the European Higher Education Area” (p. 11);
  1. “Institutions should ensure that the programmes are delivered in a way that encourages students to take an active role in creating the learning process, and that the assessment of students reflects this approach” (p. 12).

Da essi deriva un ulteriore standard fissato, che si riferisce immediatamente al progetto qui presentato:

  1. “Institutions should assure themselves of the competence of their teachers” (p. 13).

Le linee guida connesse a tale standard ben specificano che cosa gli atenei debbono realizzare per rispondere: “The teacher’s role is essential in creating a high quality student experience and enabling the acquisition of knowledge, competences and skills. The diversifying student population and stronger focus on learning outcomes require student-centred learning and teaching and the role of the teacher is, therefore, also changing” (p. 14)

Ne deriva la necessità di offrire ai docenti, soprattutto a coloro che sono all’inizio della loro carriera, occasioni formative per focalizzarsi sulle nuove sfide. In questa prospettiva rientra il progetto, che mira ad attrezzare i RTD-B non solo della consapevolezza del nuovo scenario in cui si colloca la loro opera di docenti, ma anche delle strategie per promuovere una didattica che sia student-centred, attenta alle competenze dell’area professionale cui si riferisce il corso di studio in cui si è inseriti, operante nella logica dell’inclusione e capace di mobilitare le nuove tecnologie per intercettare i diversi stili cognitivi degli studenti, secondo una logica di individualizzazione e personalizzazione dell’apprendimento-insegnamento.

Il percorso formativo è stato concepito secondo la logica della ricerca-intervento partecipativa allo scopo di ricavare dall’esperienza realizzata concreti elementi di conoscenza da utilizzare per riflettere sul dispositivo formativo ed implementarlo in funzione di una possibile modellizzazione e messa a sistema.

Best Practices

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Workshop residenziali

Nei mesi di settembre ed ottobre presso la sede di villa Orlandi ad Anacapri sarà possibile partecipare a due residential workshops di due giorni ciascuno. I workshops sono a numero chiuso ed è necessario iscriversi entro il 30 maggio 2019. I programmi e le indicazioni per le iscrizioni saranno comunicati entro il 30 aprile.

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Workgroups in progress
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